Perché il CRPC

Perché fare il CRPC? Ecco cosa ne pensano gli alumni

Anna Catapano, Bari (CRPC-XIII)

Perché ti dà la consapevolezza di essere in un ambito di lavoro complesso ed articolato, che non vive di semplici idee ma di progettazione e di piani di sviluppo che vanno studiati, analizzati e pianificati per poter affrontare al meglio le criticità economiche, sociali, politiche e culturali di qualsiasi settore.

Francesco Meo, Lecce (CRPC-Lecce)

Perché è un corso realmente formativo, che smonta tutte le tue certezze e ti proietta in una dimensione di cui inizialmente non cogli a pieno il senso ma che, relazionandoti sempre con i vari stakeholder, capisci quanto ti ha dato e quanto realmente sei in grado di gestire situazioni anche molto complesse con una facilità prima insperata.

Antonella Iallorenzi, Potenza (CRPC-Lecce)

Perché è un'esperienza di crescita professionale e umana.

Anna Pia Brancoli Busdraghi, Torino (CRPC-XIII)

Per acquisire nozioni di management e marketing.
Per trovare aiuto metodologico nello sviluppo di un progetto culturale.
Per allargare la propria rete di contatti e confrontarsi con altri operatori culturali.

Laura Galloppo, Napoli (CRPC-XII)

Il CRPC mi ha dato strumenti di lavoro teorici e concreti per il mio lavoro attuale e futuro. Mi ha messo in relazione con un network di persone con le quali poter lavorare e avere scambi.

Antonella Dipierro, Bari (CRPC-Lecce)

Il corso è una grande possibilità di "rubare il mestiere" perché a differenza di altri corsi è tenuto da professionisti che vogliono formare altri professionisti e donano i segreti della loro esperienza.

Chiara Cannito, Bari (CRPC-Lecce)

Perché formarsi e aggiornarsi è importante come individuo e come impresa sociale.
Perché per lo sviluppo di un'impresa sociale è fondamentale conoscerne altre operanti nello stesso ambito.
Perché un responsabile di progetti culturali deve avere una formazione "eclettica" che spazia sulle diverse discipline affrontate dal corso.

Vita Santoro, Taranto (CRPC-Lecce)

Perché si tratta di una buona opportunità per migliorare la propria formazione.
Per la professionalità dei docenti e relatori del corso.
Per la efficacia provata del metodo di lavoro trasmesso.
Per la possibilità di trasformare la propria idea progetto in un progetto realizzabile e sostenibile.
Perché, per gli stessi motivi, è migliore di tanti corsi e master universitari presenti oggi in Italia.

Carla Angela Vinella, Bari (CRPC-Lecce)

Per avere una visione globale del mondo della cultura oggi.
Per entrare in contatto con realtà diverse che si occupano di cultura e confrontarsi con altri che fanno un percorso simile.
Per capire alcuni importanti meccanismi del fare impresa culturale.